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I Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (C.P.I.A.)


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I C.P.I.A. sono un’istituzione scolastica autonoma dotata di uno specifico assetto didattico e organizzativo, che possiede una rete territoriale di servizio articolata, di norma su base provinciale. Dall’anno scolastico 2014/2015, i C.P.I.A. vanno progressivamente a sostituire i Centri Territoriali Permanenti (CTP), svolgendo le funzioni realizzate prima da questi e dalle Istituzioni Scolastiche sede di corsi serali per adulti19. Questo è stato istituito dalla Legge Fornero sull’apprendimento permanente, si colloca la riforma ordinamentale dell’istruzione degli adulti in Italia regolamentata dal DPR n. 263/2012, che segna il passaggio dagli ex Centri territoriali permanenti ai Centri Provinciali di istruzione per gli adulti. La principale novità è l’attribuzione dell’autonomia scolastica e quindi un dirigente scolastico e un direttore dei servizi generali e amministrativi: i CPIA “costituiscono una tipologia di istituzione scolastica autonoma, articolata in reti territoriali di servizio su base- di norma provinciale- dotati di un proprio organico”. Il CPIA costituisce l’unità centrale ed amministrativa che gestisce il personale scolastico anche delle sedi associate, ex Ctp, organizza i percorsi di istruzione per livelli di apprendimento, in una dimensione integrata di interazione “reticolare” con il territorio che esprime e richiede specifici bisogni formativi. I CPIA, all’interno delle reti per l’apprendimento permanente (di cui alla legge Fornero) nella loro articolazione in reti territoriali di servizio, costituiscono quindi il soggetto pubblico di riferimento in grado, in raccordo con le autonomie locali, il mondo del lavoro e delle professioni e tenendo conto dei particolari bisogni dell’utenza – popolazione adulta, stranieri e NEET-   di realizzare una nuova offerta formativa20. Spetterà ai CPIA raccogliere la sfida di ridurre il deficit formativo della popolazione adulta in Italia21. La cosiddetta legge Fornero di riforma del mercato del lavoro che all’articolo 4, commi 51-61, riconosce il diritto individuale/universale del cittadino al riconoscimento e validazione degli apprendimenti e delle competenze acquisiti in ambiti formali, non formali e informali22. Dopo una prima fase di avvio sperimentale dei CPIA, attraverso i Progetti assistiti dal MIUR, dal 1 settembre 2014 in Italia sono stati attivati 56 CPIA, dislocati in 8 regioni (10 in Piemonte, 19 in Lombardia, 4 in Friuli Venezia Giulia, 2 in Veneto, 7 in Emilia Romagna, 8 in Toscana, 1 in Umbria e 5 in Puglia), a cui andranno ad aggiungersene altri 64 per un totale su scala nazionale di 12023. I C.P.I.A.  dovranno realizzare nuovi assetti didattico-organizzativi e rispondere ad una sempre più’ diversificata e complessa domanda di istruzione e formazione proveniente da parte di  soggetti “deboli”24. I nuovi percorsi di istruzione degli adulti sono riorganizzati in: percorsi di primo livello finalizzati al conseguimento del titolo conclusivo del primo ciclo, al conseguimento delle competenze di base connesse all’obbligo di istruzione e percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana livello A2. I percorsi di secondo livello, finalizzati al conseguimento del diploma di istruzione tecnica, professionale e artistica, vengono realizzati nelle istituzioni scolastiche di secondo grado che stipuleranno appositi accordi di rete con i CPIA25. All’interno del C.P.I.A. è possibile seguire percorsi di istruzione di primo livello, di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana e di istruzione di secondo livello (Istituto Tecnico, Professionale e Liceo Artistico)26.

Possono iscriversi ai C.P.I.A.:

  • Studenti con età maggiore di 16 anni, vogliono conseguire il titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione.

  • Studenti che, in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione, intendono conseguire il titolo di studio conclusivo del secondo ciclo di istruzione.

  • Studenti che intendono iscriversi ai Percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana27.

I percorsi di istruzione di primo livello e i percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana vengono realizzati dai CPIA, mentre i percorsi di istruzione di secondo livello vengono realizzati dalle istituzioni scolastiche di istruzione tecnica, professionale e artistica.

I percorsi di istruzione di primo livello sono articolati in due periodi didattici:

  • Il primo periodo didattico ha un orario complessivo di 400 ore ed è finalizzato al conseguimento del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione.

  • Il secondo periodo didattico ha un orario complessivo pari al 70 per cento di quello previsto dai corrispondenti ordinamenti del primo biennio degli istituti tecnici o professionali per l’area di istruzione generale ed è finalizzato all’acquisizione della certificazione attestante l’acquisizione delle competenze di base connesse all’obbligo di istruzione di cui al DM 139/200728.

I percorsi di secondo livello hanno, rispettivamente, un orario complessivo pari al 70 per cento di quello previsto dai corrispondenti ordinamenti del primo biennio degli istituti tecnici, professionali o dei licei artistici con riferimento all’area di istruzione generale e alle singole aree di indirizzo. La frequenza del primo periodo didattico del secondo livello consente l’acquisizione dei saperi e delle competenze previste dai curricula relativi al primo biennio degli istituti di istruzione secondaria tecnica, professionale e artistica, utile anche ai fini dell’adempimento dell’obbligo di istruzione da parte dei giovani adulti29. I C.P.I.A, quindi, sono degli Enti scolastici che danno la possibilità di frequentare le scuole medie e le scuole superiori, ad adulti italiani e stranieri che non hanno potuto frequentare la scuola in età giovanile. Da un po’ di anni, i MNSA e i migranti possono frequentare le scuole medie nei C.P.I.A, dopo aver frequentato un corso di lingua italiana. All’interno dei C.P.I.A è possibile infatti, per i MSNA appena arrivati in Italia, frequentare laboratori di italiano L2 in qualsiasi momento dell’anno scolastico. Il percorso di italiano è considerato fondamentale per la richiesta di ammissione all’esame di licenza media e, se comprovata dagli insegnanti, il MSNA può essere ammesso all’esame di terza media se farà domanda di ammissione entro il 2 marzo. Vengono così create nei C.P.I.A classi di studenti italiani, di studenti stranieri o miste. Le classi vengono designate senza distinzioni di età, sesso o provenienza e gli alunni stranieri usufruiscono delle linee guida previste per i BES. Prima di partire, molti MSNA o migranti stavano studiando nel loro Paese presso scuole superiori o università, ma in Italia sono costretti a riprendere dalle medie, in assenza di documenti scolastici che provino il loro percorso scolastico prima del loro sbarco. In molti casi, anche con documenti scolastici, il loro percorso scolastico o universitario non viene accettato perché diverso da quello italiano.

Dopo il corso di italiano, il MSNA concorderà con gli altri insegnanti un percorso formativo preparatorio, i contenuti e le modalità di esame. L’esame di licenza media è così diviso:

-scritto, per le materie di italiano e matematica;

-orale, per le materie di geografia, storia, inglese e scienze.

Per la prova di italiano, allo studente sarà chiesto generalmente di scrivere un testo autobiografico o su un argomento di interesse o una lettera. Saranno valutate le competenze semantico-lessicali e morfosintattiche. Per le prove di matematica sono proposti 4 quesiti su come organizzare e rappresentare dati e tabelle. Invece, l’esame orale verte su domande sul programma scolastico. I MSNA con età superiore ai 16 anni (o con età minore ai 15 anni in casi particolari, come ad esempio poter sostenere l’esame finale presso il C.P.I.A, ragazzi a rischio di dispersione scolastica con compimento dei 16 anni durante l’anno scolastico) sono obbligati al superamento dell’esame di Stato del primo ciclo di istruzione presso un C.P.I.A territoriale, se vogliono proseguire gli studi o cercare lavoro e dopo il superamento dell’esame presso un C.P.I.A, il MNSA può iscriversi regolarmente a un istituto di scuola superiore; molti optano per un corso scolastico serale o una scuola professionale. Possono frequentare il secondo ciclo di istruzione serale purché siano in grado di dimostrare l’impossibilità a frequentare i corsi diurni30. I C.P.I.A. in Veneto sono 43: 3 a Belluno, 10 a Verona, 2 a Rovigo, 6 a Venezia, 6 a Vicenza, 7 a Padova e 9 a Treviso.

  1. I vari percorsi dopo lo studio al C.P.I.A

Al termine della scuola media, alcuni MSNA scelgono di continuare a studiare, mentre una quota minore assolve l’obbligo scolastico frequentando corsi di formazione professionale oppure entrando nel mercato del lavoro con un contratto di apprendistato31. Il numero di giovani che frequentano gli istituti superiori dopo la terza media è aumentato notevolmente dal 2005 ad oggi32. Gli studenti con cittadinanza non italiana sono sempre più presenti nelle scuole che permettono un accesso più rapido al mondo del lavoro, solo pochi proseguono nei licei33. Una quota più contenuta, ma significativa, decide di iscriversi a percorsi di formazione professionale34. Le nazionalità più rappresentate sono quelle marocchina, nigeriana, rumena e albanese. I corsi più frequentati sono nei settori dell’industria e dell’artigianato. Sulla scelta della scuola può essere condizionante il pregiudizio degli insegnanti, il cui comportamento oscilla fra due opposti: coloro che valutano complessivamente l’iter scolastico e coloro che suggeriscono corsi scolastici più impegnativi come i licei, anche per ragazzi con un livello non particolarmente elevato nella lingua italiana, valutando di conseguenza le capacità del MSNA. I licei, comunque, non sono preparati per accogliere allievi che necessitino di attività di rinforzo linguistico di italiano e di tempo e risorse per recuperare lacune nelle diverse materie (dipendenti dai diversi programmi scolastici svolti nella terra di origine). Anche il pregiudizio verso gli immigrati può impedire di riconoscere le potenzialità e capacità di questi ragazzi, che talvolta inducono gli insegnanti in errori di valutazione35.

 
 
 

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