L’inserimento scolastico del minore straniero non accompagnato
- Claudia Zago
- 20 mag 2024
- Tempo di lettura: 3 min

L’equipe di accoglienza della scuola può formulare la proposta più adeguata di assegnazione a una determinata classe o sezione basandosi su una molteplicità di aspetti: dall’età anagrafica del nuovo allievo all’ordinamento degli studi nel Paese di provenienza, dall’accertamento delle competenze avvenuto durante la prima conoscenza, ai titoli di studio già posseduti e alle aspettative della famiglia15. Gli incontri di prima conoscenza con gli alunni stranieri durano il tempo di qualche colloquio. L’obiettivo è quello di raccogliere quante più informazioni possibili sul futuro allievo, allo scopo di poterlo inserire nella classe e nella sezione più opportune, secondo l’organizzazione didattica più flessibile e personalizzata. Dopo una prima conoscenza, l’alunno straniero viene inserito nella classe e nella sezione più opportuna e avviato un percorso per affrontare i problemi specifici legata all’insegnamento della lingua italiana come lingua seconda (L2). È possibile utilizzare una serie di prove che permettono di accertare aspetti specifici, come le competenze non verbali e le conoscenze e competenze nella lingua madre e in quella italiana (L 2)16. Oltre a raccogliere le informazioni sulle abilità dell’alunno, è fondamentale riuscire a costruire un rapporto con lui, ma non sempre è facile. Ciò che significa che, per essere efficace, una prima accoglienza ha bisogno anche di empatia, discrezione e sensibilità. Un colloquio o un incontro mal gestito possono facilmente essere percepiti come un’invadenza e pregiudicare i passi successivi. L’inserimento scolastico avviene gradualmente, con l’aiuto e la collaborazione di mediatori, insegnanti ed educatori. Non dimentichiamo, però, che approcci, strumenti, accorgimenti per l’accoglienza, la prima conoscenza o l’insegnamento dell’italiano come L2 fanno parte dell’educazione interculturale ma non la esauriscono… Occorre creare, in classe e tra le famiglie, un clima accogliente e collaborativo: “per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio17”.
La documentazione scolastica
Secondo le linee guida del MIUR del 2006, un minore straniero può richiedere il certificato degli studi svolti nel Paese d’origine che attesti la classe, il tipo di istituto frequentato e la preparazione scolastica. Il minore con età inferiore a 16 anni può frequentare una scuola italiana con ragazzi della sua età, ma deve dimostrare (mediante prove valutative) di possedere una preparazione scolastica adeguata all’interno del programma scolastico italiano per l’idoneità alla classe cui ambisce e richiedere un certificato di equipollenza al diploma di licenza media, che dovrà essere accettata e valutata dal Consiglio di Classe. Il ministero ricorda che sono ancora in età di obbligo di istruzione: “i minori stranieri soggetti all’obbligo scolastico che vengono iscritti alla classe corrispondente all’età anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi l’iscrizione ad una classe diversa, tenendo conto:
a) dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell’alunno, che può determinare l’iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all’età anagrafica;
b) dell’accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell’alunno;
c) del corso di studi eventualmente seguito dall’alunno nel paese di provenienza;
d) del titolo di studio eventualmente posseduto dall’alunno18”.
Per il MSNA talvolta non è possibile tutto questo, in quanto non ha con sé i documenti scolastici che attestino il suo precedente percorso scolastico e non ha le conoscenze e competenze adeguate alla sua età a causa di molte deprivazioni scolastiche, perciò è costretto a ricominciare i suoi studi dalle scuole media nei C.P.I.A. (Centri provinciali per l’istruzione agli Adulti). Quindi, non può essere iscritto alla classe corrispondente alla sua età anagrafica, ma sarà inserito in classe inferiori.



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